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Abitudini e Tradizioni: I “Papelitos”

6 ottobre 2010

 

-l’Atletico Ticino della Lega di Villa Maria provincia di Cordoba entra in campo-

La tradizione di lanciare “Papelitos” all’ingresso delle squadre in campo viene dal lontano 1961, nella città di Junin provincia di Buenos Aires a 300 km della Città di Buenos Aires giocano il Sarmiento contro i “cerveceros” del Quilmes, quando gli ospiti entrano in campo un gruppo di ragazzini lanciarono delle etiquette di birra in campo, un tifoso della Barra del Quilmes si avvicino ai ragazzi per chiedere di dove saltavano fuori e i ragazzi rispossero che le avevano prese del magazzino della Birreria Quilmes dove lavoravano.

In settimana quel tifoso della barra chiede a un suo amico che lavorara per la Quilmes se potevano regalare altre ettiquete e visto che la Quilmes stava pensando cambiare il disegno avevano 90 milloni di ettiquete da buttare via che sono finite nelle mani della tifoseria “cervecera”.

il 19 agosto per un derby del Sud tra Banfield-Quilmes i “cerveceros” lanciarono 2.100.000 ettiquete per salutare l’ingresso della squadra in campo, una settimana dopo contra il Platense 1.900.000 qualche sabato dopo per un Newell’s Old Boys-Quilmes si ripete la storia ma in settimana la  Birreria Quilmes viene multata con 2000 pesos per pubblicità abusiva.

Nel 1962 per un Quilmes -San Lorenzo giocata al vecchio stadio del Quilmes per la prima volta si lanciano “papelitos” di tutti i settori dello stadio.

-Clemente e i suoi “papelitos”-

Il lancio dei “papelitos” divento una moda alla quale si sono aggiunti anche i rottolini di carta degli scontrini o quelli che di solito si utilizzavano nelle vecchie calcolatrici della Olivetti e tutte le tifoserie iniziarono a copiare i “cerveceros” e si arriva cosi ai Mondiali del 1978 la Dittatura Militare Argentina vietava il lancio dei “papelitos” non volevano fare vedere al mondo un gesto incivile, il radiocronista Jose Maria “El Gordo” Muñoz cercava di convincere i tifosi e all’intera nazione che non era un bel gesto, dall’altra parte e dall’ultima pagina del giornale Clarin, Caloi con il suo personaggio di fumetti “Clemente” convinceva ai tifosi a salutare l’Argentina lanciando “papelitos”  Clemente cantava “Mire Mire que locura, mire mire que emocion, tiren tiren papelitos, Vamos Argentina que sos el Campeon” – Guardi Guardi che pazzia, Guardi Guardi che emozione, lanciate lanciate i papelitos, Vamos Argentina che sei il campione!!” e la gente risponde alla grande sfidando il divieto imposto dei Militares, il lancio di papelitos diventava l’urlo di liberta’ di un paese.

Ed e cosi che grazie ai “Cerveceros” 40 anni dopo in qualsiasi partita di calcio di qualsiasi campionato Argentino, dal Superclasico  River-Boca fino all’ultima partita giocata nella Terra del Fuoco quando una squadra entra in campo viene salutata dai suoi tifosi con il lancio dei “papelitos”

 

“Cerveceros” e i suoi “papelitos” versione 2010 una abitudine che ha 40 anni

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2 commenti leave one →
  1. anonimo permalink
    7 ottobre 2010 08:33

    Bohemio ma non tirano giù anche la carta igienica? O solo rotoli di scontrini??

  2. 7 ottobre 2010 14:07

    Solo rotoli di scontrini, la carta igienica e troppo leggera e ci impiega più tempo a venire giù oltre a che e più difficile lanciarla.

    I rotoli di scontrini sono un pericolo perche se non si apre bene diventa un missile, una volta a fine anni 90, non mi ricordo precisamente in un Instituto di Cordoba-Rosario Central, un ragazzino dell'Instituto che era nei distinti con il suo nonno lancio il rotolo degli scontrini, il rotolo non ha fatto in tempo ad aprirsi del tutto ed e andato a finire sulla testa del guardalinea, partita sospesa e l'Istituto fu penalizzato con la sconfitta a tavolino, alla fine dell'anno e retrocesso per 1 punto, non voglio pensare che fine avra' fatto quel ragazzino!!!! e pensa che era solo a 20 metri del guardalinea, prova a pensare del secondo anello della Bombonera o del Monumental del River se ti colpisce in testa secondo me non vivi per raccontarlo.

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