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Faida del Deportivo Merlo, parla la madre dei fratelli Salazar: “Questa storia finirà quando uno ammazzerà l’altro!”

5 settembre 2012

Per la prima volta Maria Ines Diaz, madre dei fratelli Caio e Dante Salazar parla con la stampa, in questo caso con il giornale sportivo Olè  una settimana dopo l’ultimo capitolo della faida interna finita in una sparatoria e con Deportivo Merlo – Boca Unidos rinviata.
Maria racconta la storia della famiglia Salazar.
Io e mio marito, “El Cordobes”, abitavamo a Buenos Aires, lui lavorava in politica con il General Peron, quando arrivò la dittatura militare nel 1975 ci hanno cacciato fuori da Buenos Aires e siamo finiti nella lontana periferia ovest, nel comune di Merlo. Mio marito aveva aperto una officina meccanica dove lavorava, il nostro figlio più grande “El Cuni” iniziò a frequentare lo stadio e la curva del Merlo, tutte le volte che c’era una partita finiva in galera e per tenerlo sotto controllo ho deciso di mandare mio marito allo stadio, “El Cordobes” aveva carisma e si faceva rispettare.
Al tempo il Depor aveva un seguito di circa 600 persone e diventò senza volerlo il numero uno de la barra. Quando hanno visto il successo che aveva, movimentando tanta gente, i politici della zona hanno tentato di offrirgli un posto in politica comunale ma lui si rifiutò, cosicchè nel 1999 “Caio” e Dante vengono arrestati e gli inventano di sana pianta una causa per un omicidio piantando delle prove e finiscono nel carcere di Sierra Chica. Dopo 3 mesi “El Cordobes” si è ammalato ed p morto per la tristezza causatagli dall’arresto dei figli, sono rimasta vedova e quando i miei figli sono stati rilasciati liberi sono tornati a Merlo e si sono ripresi il controllo della curva, fino al 2010 quando i politici hanno voluto dividerli per controllare la curva.”
Tre anni fa Maria è stata colpita in una sparatoria tra i gruppi di Caio e Dante ma si e salvata. “I miei figli erano bravissimi ragazzi, i politici, il carcere e la polizia me li hanno rovinati!, io non so più cosa fare, ho paura perche sono rimasta vedova e non voglio seppellire un mio figlio!”

I bravi ragazzi Salazar:
Dante si e rovinato con la droga” a parlare di suo fratello è Caio, che spiega “questa non e una lotta per il controllo di affari mafiosi, io sono un lavoratore! è tutto colpa di mio fratello e dei suoi seguaci che sono sempre drogati, prima dell’inizio del campionato ci siamo trovati con il presidente del Club e avevamo accordato di dividerci i biglietti (circa 200 a testa), il gruppo di Dante ci ha minacciato ma io non c’entro niente, il giorno della sparatoria ero al compleanno di mia figlia!”

Caio è una mela marcia!” ovviamente sono le parole di Dante per descrivere suo fratello, e continua  “Il Capo della Barra sono io che muovo 300 persone per amore e per l’onore del Deportivo Merlo, lui ha un gruppo di circa 50 persone ed ha rovinato tutto con l’aiuto dei politici e della polizia! Caio lavora per il Comune di Merlo e si vede che i politici vogliono gente all’interno della curva ed hanno già le altre due squadre del Comune (Argentino de Merlo e il Ferrocarril Midland, nda) , siccome lui non può guadagnarsi la curva con le mani spara sempre, tanto i politici e la polizia lo coprono e accusano sempre me! Differenze tra me e lui? A me i dirigenti del Merlo mi danno sempre 200 biglietti, io li distribuisco con miei ragazzi, anche lui prende 200 biglietti ma 50 sono per i suoi e gli altri 150 alla rivendita! Quando c’è stata la partita con il River Plate l’anno scorso. i dirigenti gli avevano dato soldi per pagare 23 autobus, lui cosa ha fatto? Ne ha pagati solo tre e si e tenuto in tasca il resto!
Mio fratello vive della politica e la polizia ha una bella casa da 200.000 pesos e una macchina di 80.000 io invece vivo dal mio lavoro che e produrre e vendere il merchandising fasullo del club!”

Dante Salazar era un gran giocatore aveva un gran futuro ma la sua carriera è stata stroncata del carcere, il giornalista gli chiede come mai e diventato così e lui risponde “Sono stato 15 mesi in carcere fin quando hanno dimostrato la mia innocenza, il carcere mi ha cambiato, io non fumavo non bevevo e non mi drogavo, ma il carcere ti uccide, ti ammazza psicologicamente, devi lottare tutti i giorni e quando esci non sei più lo stesso, per questo ti dico che io non sono come mio fratello che tratta con politici e poliziotti, a me i politici e i poliziotti mi hanno rovinato la vita ed io con loro non ci parlo!”

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