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“Quindici minuti fatali”. Il Superclasico visto da Fede Peretti.

1 novembre 2012

-Fede Peretti in piedi lavorando al Superclasico-

“Quando al 30’ST l’ uruguayo Rodrigo Mora ha segnato il 2-0 io avevo già la foto di copertina garantita ed ho iniziato a vivere la partita come un tifoso, lo stadio strapieno era  esploso in un boato, la festa raggiungeva il punto massimo, milioni di coriandoli cadevano delle tribune verso il terreno di gioco. La rete del “Uruguayo” era il finale perfetto per le prese in giro per i Bosteros, per le bandiere nere che avevano messo dopo aver perso campionati  e per il maiale gigante dedicato a Riquelme, quell’ idolo freddo che non ha nemmeno l’onore di essere nato nel Boca ed è stato comperato per qualche pesos da un Club di Barrio.
Eravamo sul 2-0, mi divertivo scattando foto alla curva del Boca che incazzata spaccava lo stadio e lanciava dei seggiolini verso il terreno di gioco, non me ne sono accorto che la partita era già sul 2-1 grazie ad un rigore concesso da un giovane difensore del River che non dovrebbe mai indossare i nostri colori. E sono tornati i fantasmi, quelli che girano attorno al club più grande dell’Argentina da ormai 3 anni. Siamo tornati a pensare che anche se stavamo giocando bene la cattiva sorte era in arrivo.  Abbiamo iniziato a pensare che potevano pareggiare e che nel calcio non sempre vincono i buoni o chi gioca meglio!
Il 90′ è passato da qualche secondo la palla, casca sui piedi di Trezeguet (pezzo da 90 del Ascenso ma che in serie A è diventato un giocatore che non tocca mai un pallone) che perde tempo ed energie protestando e urlando contro i compagni di squadra diventando cosi un egoista. Questa volta invece di stoppare il pallone e difenderlo per consumare gli ultimi minuti calcia in porta cercando di fare i gol che faceva quando giocava per la Juventus, o con la maglia del River nel Nacional B ma che in serie A non gli riescono!
Non passa la palla al compagno, non ha segnato il gol e nemmeno calciarla sopra la traversa, sarebbe stato forse la cosa migliore per consumare altri secondi! Ma lui calcia addosso al difensore del Boca permettendo la nascita di un contropiede, undici maglie giallo-blu e mille fantasmi all’ attacco verso la porta di Barovero che è stato bravo durante tutta la partita ma dorme proprio sull’ultimo pallone, esce tardi e lascia che tutti quei fantasmi spingano l’ultimo pallone verso la porta sotto la curva del River, la porta gloriosa “Arco que da espaldas al Rio de La Plata” (La porta che ha dietro il fiume) dicevano  i radiocronisti, la porta che ci ha dato tantissime soddisfazioni e che da 3 anni tutte le settimane riceve uno schiaffo dietro l’altro!”

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