Skip to content

La faida dei Los Borrachos del Tablon. 800 barras dissidenti entrano al Monumental con l’aiuto del fratello del Ministro della Sicurezza.

23 settembre 2014
Scontri fuori del Monumental

Scontri fuori del Monumental

Da qualche tempo sono scoppiati di nuovo i problemi all’interno dei Los Borrachos del Tablon, la barra del River Plate. Noi del blog fino ad oggi abbiamo cercato di monitorare la situazione per scrivere un servizio molto più completo, rispetto alle notizie fatte trapelare con il contagoccie da qualche quotidiano argentino. La situazione è andata delineandosi nel tempo ma nell’ultimo match giocato domenica contro l’Independiente è successo il fatto più eclatante.

Qualche settimana fa prima del match tra River e Rosario Central, la barra dissidente de Los Borrachos del Tablon composta da gente del Oeste , Palermo e della zona sud di Buenos Aires, aveva rubato alla barra “Oficial” comandata da Martin Araujo e “Caverna” Godoy due teloni copri curva e qualche stendardo.
Negli ultimi giorni i pibes di entrambi le pfazioni si erano lanciati delle “frecciatine”, con minacce sui muri nelle vicinanze del Monumental.
Ma per la Barra Oficial non sarebbero dovuti esserci problemi all’interno dello stadio visto che quasi tutti i dissidenti (La vecchia guardia de Los Borrachos del Tablon) sono colpiti dal Derecho de Admision da quando Daniel Passarella era il presidente del Club Millonario ma, dato che siamo in Argentina e quindi succede sempre tutto ed il contrario di tutto, i ragazzi del Oeste assieme a quelli di Palermo, Zona Sud ed i Patovicas de Hurlingham, sono riusciti ad entrare lo stesso allo Stadio Monumenta,l occupando la Tribuna Centenario Alta (la curva che veniva usata per le tifoserie ospiti prima che ci fossero i divieti e che in casi come River – Boca vengono utilizzati dai supporters locali) .

Mentre si giocavano i primi minuti della partita River-Independiente, un gruppo di circa 800 barras dissidenti si sono presentati al pre-filtraggio con dei biglietti falsi, la Polizia li ha bloccati e sono  subitoiniziati gli scontri.
Mentre i pibes ai cancelli si fronteggiavano con le forze dell’ordine, i Barras che erano già dentro il loro settore sono usciti a dare una mano ai colleghi. Vista la disparità delle forza in campo, la Polizia ha deciso di spostarsi e lasciar entrare tutti nel settore ospite.
Ma come  hanno fatto i dissidenti ad avere biglietti e riuscire ad entrare?
Diego Rodriguez, detto “El boletero“(Il bigliettaio), era l’uomo di fiducia della vecchia Barra Brava comandata da Alan Schlenker e da Adrian Rousseau e dall’ex presidente Jose Maria Aguilar.
Rodriguez, che è il fratello della Ministro della Sicurezza Maria Cecilia Rodriguez, era stato indagato tempo fa dal  PM Jose Maria Campagnoli per la rivendita illegale di biglietti allo Stadio Monumental e per riciclaggio di denaro.
Secondo la Polizia che ha analizzato i filmati, il suo intervento è stato fondamentale per fare entrare nel settore ospite il gruppo di 800 barras bravas.

I Dissidenti all'interno del settore ospite

I Dissidenti all’interno del settore ospite

Nella foto sopra vediamo i “dissidenti” che erano dentro prima dell’inizio del match, lasciare settore centrale vuoto in attesa dell’arrivo del gruppo. Durante l’intervallo della partita, i gruppi di barrassi sono sfidati a colpi di cori da una curva all’altra. “Siamo i veri Borrachos del Tablon” e “Vi chiediamo solo di venirci a trovare!” cantavano i dissidenti mentre la “Oficial” rispondeva con “uccideremo a tutti i traditori!”.
Il resto dello stadio cercava ci coprire le schermaglie con fischi e  cori urlando forte “Soy de River! Soy de River”.
A fine partita la polizia ha dovuto organizzare un mega servizio d’ordine per fare defluire i tifosi, mentre uscivano i gruppi continuavano a sfidarsi con i cori lasciando intentendere chiaramente che non è finita e che questa storia andrà avanti per molto altro tempo ancora.

La favola dell’ Estacion Quequen.

19 settembre 2014
estacampeon

Estacion Quequen il giorno della promozione in B Nacional

A 560 km a Sud della città di Buenos Aires, nel distretto di Necochea, divisa dall’omonimo capoluogo dal fiume Quequen Grande si trova la città balneare di Quequen (il nome deriva del dialetto dei primi indios abitanti della zona Kem -Burroni -Ken-Alti).

Necochea a sx e Quequen a dx del fiume

Necochea a sinistra e Quequen a destra del fiume

La città venne fondata il 3 Agosto 1854 ed apparteneva al distretto di Loberia ma nel 1979 il Governo Militare decide di spostarla al distretto di Necochea.
Quequen vive del Porto dove vengono imbarcati i cereali (grano turco, soja e girasole) e delle spiagge di sabbia grossa che sono il paradiso per alcuni surfisti.

La ormai abbandonata Estacion Quequen

La ormai abbandonata Estacion Quequen

 

Estacion Quequen -Nacional B 88/89-

Estacion Quequen -Nacional B 88/89-

Il Club Social y Deportivo Estacion Quequen nasce il 18 Ottobre 1969 dalla fusione di due vecchi club della zona, il Juventud Unida ed il Progresista. I fondatori sono quasi tutti tifosi del Banfield e vengono scelti il bianco ed il verde come colori sociali.
La squadra vince la Liga de Necochea nel 1986 ed ottiene il diritto di partecipare al Torneo del Interior 87/88,  una vera maratona di partite che regalava un posto nei play-off della Primera B per una promozione in B Nacional (all’epoca non esisteva il Torneo Argentino A, al Nacional B veniva promossa la vincente della Primera B Metropolitana e le altre due promozioni si giocavano in due play-off di 8 squadre ciascuno con 2 squadre della B Metropolitane e 6 dall’ Interior). Quindi, come potrete notare, per una squadra dell’Interior venire promossa in B Nacional era una vera e propria impresa.

L’ Estacion Quequen era all’epoca un mix di giocatori con esperienza e giovani tutti dilettanti della Liga de Necochea allenata da Oreste Ortiz, che di giorno lavorava in un ferramenta e di sera allenava la prima squadra. Per affrontare il Torneo del Interior e per non fare una figuraccia, si decide di rinforzare la squadra con alcuni giocatori di categoria provenienti della Liga di Mar del Plata.
La squadra fa del suo stadio un fortino inespugnabile e riesce a vincere il girone eliminando Quilmes di Tres Arroyos, Defensa di Dolores, Los Del Clan di General Madariaga e l’ Alumni di Azul.
I dirigenti ed i tifosi sono contenti, l’ Estacion ha evitato la figuraccia e adesso se la gioca senza ptroppi pensieri con squadre che rappresentano città più importanti e con più storia calcistica. Ma i ragazzi di Oreste Ortiz hanno fame di calcio ed eliminano l’Estudiantes di Olavarria, il Deportivo Norte di Mar del Plata, il Ferrocarril Sud di Tandil e l’Argentino di Pehuajo riuscendo qualificarsi miracolosamente ai play off per un posto in B Nacional.

Per il primo turno dei Play Off, l’Estacion affronta il Sol de Mayo di Viedma, località alle porte della Patagonia,  perde 2-1 ma al ritorno ribalta il risultato imponendosi per 4-2 e passa il turno. In semifinale affronta l’ Almagro, squadra della B Metropolitana costruita per vincere il campionato ma che stecca l’ultima partita e si fa raggiungere in testa del Talleres de Escalada, perdendo poi lo spareggio ai rigori.
L’andata si gioca allo stadio del Rivadavia di Necochea, l’ Estacion vince 1-0 ma al ritorno a Buenos Aires è l’Almagro ad imporsi con lo stesso risultato e si va ai calci di rigori. Il portiere Javier Erasun diventa l’eroe parando due rigori, l’Estacion vince 8-7 ed arriva in finale contro l’ Olimpo di Bahia Blanca.
A Bahia finisce 1-1 con l’Olimpo squadra fortissima con tanti giocatori che avevano assaporato la Serie A quando c’erano i vecchi campionati di “Nacional A”, difesa rocciosa ed un attacco da categoria superiore con Schmidt e Palacio (il padre di Rodrigo).
Il ritorno si gioca sabato 5 giugno 1988, sempre allo Stadio del Rivadavia de Necochea e davanti a 10.000 spettatori.
A decidere la partita è un gol di Luis “Paco” Sanchez e dopo il triplice fischio dell’arbitro Ruben Padilla inizia la festa di tutta una città!
Camion e macchine in giro per la città festeggiano la storica promozione, festa fino a tarda serata e con i giocatori che verso la mezzanotte corrono per le spiagge della città in direzione della Madonna di Costa Bonita per ringraziarla.

Il sogno dell’ Estacion Quequen dura però solo un anno, il Nacional B è un torneo tosto e ci vogliono troppi soldi. Le casse languono, il club non si può permettere dei grandi rinforzi e la squadra fa fatica a vincere.
Esordisce a Santa Fe perdendo 2-0 contro il Colon, la prima vittoria arriva alla 12′ giornata quando batte 1-0 il Belgrano de Cordoba. La squadra riesce a pareggiare nel Chaco contro il Chaco For Ever (la squadra che vincerà il campionato battendo il Lanus nello spareggio promozione) con il risultato di 2-2 e con lo stesso risultato ottiene un punto prezioso nella visita all’ allora capolista Lanus.
Dopo un girone d’andata disastroso e chiuso all’ultimo posto, il mister Oreste Ortiz viene esonerato ed al suo posto arriva Hugo Zerr, un vecchio lupo del Nacional B. La squadra migliora tantissimo e chiude al 18 posto su 22, con 31 punti (3 punti sopra il Cipolletti terz’ultimo), in qualsiasi altro posto del mondo si sarebbe salvata miracolosamente ma in Argentina contano i promedios e l’Estacion retrocede alla Lega di Necochea, assieme a Chacarita e Temperley che retrocedono in B Metropolitana.
Nonostante la retrocessione, tanti ragazzi nati calcisticamente a Necochea hanno poi fatto una discreta carriera nel calcio che conta. I fratelli Carlos e Fabian Mainardi passarono al Lanus (con Fabian “El cabezon” che ha basato la sua carriera clacistica quasi tutta  con i Granates), il bomber Luis “Paco” Sanchez ha giocato nel Belgrano de Cordoba ed il portiere Julio “El Griego” Staropolis ha giocato nell’Aldosivi di Mar del Plata.

Due piccole note a margine.
L’ Estacion vanta ancora il primato di essere la squadra della località più piccola ad aver mai partecipato ad un campionato di Nacional B, con i circa 11.000 abitanti di Quequen.
Abitanti che la domenica affollavano quasi tutti il piccolo stadio della vicina Necochea. Non c’è mai stata la barra brava a portare il tifo per l’ Estacion ed il tifo era per lo più fatto di cori spontanei.
In trasferta non aveva seguito, se non qualche studente fuori sede  quando giocava a Buenos Aires.

L’Estacion Quequen era una squadra che tutti noi che siamo vissuti negli anni 80 abbiamo tifato con molta simpatia, una squadra di ragazzi di un paesino che con lavoro e sacrificio riescirono ad arrivare al calcio che conta.
Mi ricordo ancora il viaggio da Buenos Aires a Necochea (circa 600km) con mio padre e mio fratello nella vecchia Peugeot 504 per fare un week-end ed andare a vedere l’Estacion contro Banfield (finita 2-2). C’erano circa 10.000 persone allo stadio per sostenere i ragazzi che si giocavano una fetta importante della salvezza.

Una storia come quella dell’ Estacion non succederà mai più. Dopo i primi anni ’90 la politica ha rovinato le Ligas dell’ Interior, non conta più investire sui giovani, contano solo i politici corrotti che hanno soldi e per fare carriera politica investono nei club delle piccole città o di qualche paese comprando giocatori, partite ed arbitri.
Oggi il club continua a giocare nella Lega di Necochea, solo una volta 4 anni fa è riuscito a qualificarsi per il Torneo Argentino C ma venne eliminato al primo turno nella fase a gironi.

Uno dei pochi filmati (forse l’unico) dell’ Estacion Quequen di quando giocava nel Nacional B, per la 32 giornata allo stadio del Rivadavia de Necochea l’Union vince 2-0.

Futbòl, Culos y Tetas. Viky Xipolitakis e 2000 followers su Facebook.

12 settembre 2014

Tutto è iniziato ormai quel famoso settembre 2010.
Ed eccoci qui. Dopo 4 anni a festeggiare il raggiungimento della soglia fatidica dei 2000 fans su Facebook (che poi, per la cronaca sono 2001, ma questi sono dettagli).
Voi direte che altre pagine hanno raggiunto questo numero in pochi mesi, mentre noi ci abbiamo messo tutto questo tempo.
Noi vi rispondiamo che, fondamentalmente, non ce ne frega un beato cazzo.
L’importante è aver fatto crescere l’interesse per un mondo totalmente nuovo a livello di vita sugli spalti e aver fatto conoscere storie e curiosità dal mondo del calcio argentino.
Di aver fatto avvicinare tanti “scettici” al mondo delle barras argentine e far conoscere i loro pregi ed i loro difetti.
E di vedere gratificato il nostro lavoro, che tra mille impegni e mille problemi, cerchiamo di portare avanti con la massima dedizione. Seppur con meno tempo di prima.

Ed è per questo che vogliamo regalarvi un’altra pagina della rubrica più amata dai nostri lettori, rubrica che troppo spesso è rimasta un pò nel dimenticatoio per dare la precedenza alle notizie che arrivavano dal mondo delle barras d’oltreoceano.
Ma oggi vi ridiamo la possibilità di rivivere quelle emozioni che erano appuntamento fisso di ogni weekend. Presentandovi la modella argentina Viky Xipolitakis, che ricorderete per essere stata sempre presente durante le partite della Selecciòn durante i Mondiali brasiliani.

Un sentito grazie a tutti.
Con la speranza di arrivare ad un’ altro “Culos y Tetas” di ringraziamento.

Giuseppe “Ostialad” y Federico “El Bohemio”.

ANDA A LA CANCHA, BOBOS!

 

50f85355e1Vicky3 235125_620 BjyDnLaIIAEy2Un_16863_immagine_obig BpyCLd6IEAA-pOV_16948_immagine_obig chicarge27 derf.com.ar_526635_19122012_8 tmb1_595121_20140616114945 XIPOLITAKIS-CONFESO-QUIERE-PROGRAMA-INFANTIL_IECIMA20130115_0053_7

Torneo Federal A. Un morto e due feriti durante i festeggiamenti dopo il derby di Resistencia.

11 settembre 2014
La barra del Sarmiento de Chaco

La barra del Sarmiento de Chaco

Martedì sera a Resistencia, il capoluogo della provincia del Chaco, per il Torneo Federal A (ex Torneo Argentino A -terza divisione-) si è giocato il derby cittadino tra il Chaco For Ever (squadra che ha giocato in Serie A a fine anni 80) ed il Sarmiento.

I “Decanos“, senza tifosi al seguito, vincono in trasferta 1-0 in casa dei “Negros” una partita combattuta che finisce con qualche piccolo incidente in campo, con i dirigenti ospiti che vengono cacciati dalla polizia mentre festeggiano sul terreno di gioco. I giocatori ospiti escono dallo stadio senza passare nemmeno dagli spogliatoi, salendo  direttamente con ancora addosso le divise da gioco sul pullman che li porta verso lo Stadio Centenario, dove si erano radunati alcuni tifosi e familiari per festeggiare la vittoria nel derby.
Tutto sembrava svolgersi normalmente, quando appena dopo la mezza notte è giunto sul posto un altro gruppo appartenente alla barra brava che ha iniziato a sparare contro i tifosi presenti.
Il bilancio finale è di un ragazzo morto (il 24 enne Gonzalo Sebastian Rodriguez) e due feriti gravi, un ragazzo di 24 colpito in una gamba e un 28 enne colpito al torace, quest’ultimo si trova ricoverato e le sue condizioni sarebbero gravissime.
La sparatoria nasce nell’ambito di una faida interna alla barra del Sarmiento, ma i motivi che l’hanno scatenata non sono stati chiariti ancora dagli inquirenti.

Nelle prossime ore il Co.Pro.Se.De potrebbe sanzionare il Sarmiento (il suo presidente Jorge Capitanich è il “Jefe di Gabinete” del Governo Argentino, una sorte di Matteo Renzi argentino ma con meno poteri) e si parla di porte chiuse fino alla fine del campionato.

Il video degli ultimi minuti allo stadio del Chaco For Ever.

I funerali di Grondona. Una festa, ma non per tutti.

4 agosto 2014

0011360018

 

Come ormai sapete tutti, la scorsa settimana si è spento all’età di 74 anni,  il boss del calcio argentino Julio Grondona.
Alla notizia della sua morte in giro per il paese, ci sono stati festeggiamenti, come se ci si fosse liberati di un tiranno.
Addirittura ci sono stati caroselli in alcuni quartieri di Buenos Aires dove si vedevano maglie e bandiere di diverse squadre sventolare insieme.

Tutte le tifoserie hanno festeggiato. Tranne una. Quella dell’ Arsenal Sarandì, la squadra fondata proprio da Grondona insieme a suo fratello Hector nel 1957.
L’ Arsenal (chiamata così proprio in onore della compagine inglese…) è forse tra le squadre meno seguite del calcio professionistico argentino. Prende i colori dall’ Independiente (per cui Julio non ha mai nascosto il suo tifo), dal Racing de Avellaneda (perchè è la squdra tifata da Hector fin da bambino) ed il disegno della maglia del River.
Nella sua storia retrocede una sola volta (1984) per poi essere ripescata nel 1990 senza una motivazione valida. Nel ’94 retrocede di nuovo ma a poche giornate dalla fine viene cambiato il regolamento e si salva grazie ad uno spareggio. Non ha uno stadio a norma fino al 2002 (quando una parte della tribuna crolla prima della finale dei Nacional B per la promozione, che vince tra l’altro), lo ristruttura e da il nome del presidente dell’ A.F.A. che è presente il giorno dell’inaugurazione in mezzo alla barra (foto). Arriva a vincere addirittura una Copa Sudamericana ed un Torneo di Clausura nel 2012 con una media spettatori di 2000 persone a partita.

tumblr_n9jnc0nZof1rjh70yo1_1280

Dicevamo dei funerali appunto. Il corteo funebre è passato in mezzo a strade deserte (foto), ma quando è arrivato a Sarandì, alcune decine di tifosi dell’ Arse, hanno accolto il feretro con bandiere e striscioni rossoazzurre.

 

518352152-Funeral-Held-for-Argentine-Soccer-Chief-Julio-Grondona

Addirittura i barras de LA MAFIA hanno esposto uno striscione di solidarietà alla famiglia ed ha fatto dei murales nei pressi del ponte Pueyrredòn dedicati al boss.

1406948983-argentinian-fifa-ex-vicepresident-julio-grondona-is-layed-to-rest_5423952

1 2 3

Tutto questo per farvi capire come i soldi possono comprare anche la passione dei tifosi, che nemmeno davanti all’ evidenza (calcio argentino in ostaggio di questo personaggio per 40 anni) si sono arresi dal difendere il suo nome.
Per qualche vittoria sul campo, anche uno dei popoli più passionali a livello calcistico, si venderebbe la madre al primo che passa.

453028738

Riparte il blog. Riparte alla grande.

28 luglio 2014

10423718_806779516013331_4519759870499712511_n

 

Dopo la parentesi Mundial, ecco che ricomincia a prendere vita il blog che (volutamente) avevamo lasciato indietro per dare spazio alle notizie (quasi) in diretta sulla nostra pagina Facebook.
Grazie a questo però, i nostri lettori sono aumentati in modo significativo e magari molti di loro sanno che dietro a quella pagina c’è un vero e proprio blog che da settembre 2012 ha fatto conoscere un pò a tutti il mondo del tifo e di tutto quello che ruota attorno al calcio argentino.

Ultimamente, viste le assurde leggi dell’ A.F.A. e degli organi di polizia che hanno di fatto vietato le trasferte in tutte le categorie, le notizie dall’ Argentina sono sempre andate via via scemando, non essendoci più fatti di cronaca all’ interno di gruppi di barras o proprio per la mancanza di appeal dato da stadi semi vuoti e partite di livello davvero scarso sul campo.
Mettiamoci anche la prossima riforma dei campionati che è di fatto assurda (https://vamolopibe.wordpress.com/2014/05/03/lultima-pazzia-di-julio-grondona-la-primera-division-a-30-squadre/ ) ed ecco che abbiamo subito un piccolo stop a livello di idee.

Ma oggi riprendiamo in mano la situazione e ripartiamo con la sezione che più sta a cuore alla maggior parte dei nostri fans, presentandovi un “personaggio” che spesso è apparso nelle nostre gallerie fotografiche in maglia San Lorenzo ma di cui finora non sapevamo nulla.

Vi andiamo a presentare Andrea Ghidone, attrice di teatro e showgirl nata in Uruguay il 10 giugno 1978 e da sempre fanatica del Ciclòn. Partecipa a diverse pièce teatrali, programmi televisivi e raggiunge la sua notorietà all’interno della hinchada del San Lorenzo quando nel 2010 si spoglia prima di un Clasico contro l’ Huracan al Nuevo Gasometro, tra il giubilo della hinchada del Cuervo.
Fu un “regalo” dell’ allora neo eletto presidente Marcelo Tinelli. E di sicuro La Butteler apprezzò tantissimo il gesto.

 

123456

Ultime notizie. Si sciolgono le Hinchadas Unidas Argentinas.

9 giugno 2014
Conferencia-Debora-Hambo-NESTOR-GARCIA_CLAIMA20140605_0220_27

I barras e l’avvocato Debora Humbo durante la conferenza stampa di Puerto Madero.

 

Sembra ufficiale. A 3 giorni dall’inizio del mondiale brasiliano le HUA annunciano il loro scioglimento e ufficialmente non seguiranno la Selecciòn Argentina in Brasile.

La decisone è stata comunicata durante una conferenza stampaa Puerto Madero indetta dall’avvocato della ONG (essì, le HUA risultano una vera e propria Organizzazione riconosciuta dal Ministero degli Esteribarra )
Debora Hambo assieme ad alcuni capi delle barras di El Porvenir, Platense, San Telmo, Gimnasia de La Plata, San Miguel, Justo José de Urquiza e Chacarita.
Tutto nasce dal fatto che l’ A.F.A. non ha voluto concedere i biglietti gratis a tutti i partecipanti alla trasferta brasiliana (si parla di circa 650 biglietti) ed al fatto che il governatore Daniel Scioli abbia mandato alcuni nomi di barrabrava alle autorità carioca per non farli entrare nel loro territorio durante il periodo della manifestazione.

La Humbo ha poi puntato il dito contro Grondona, colpevole secondo lei, di aver favorito alcuni gruppi non appartenenti alle Hinchadas Unidas regalando biglietti da rivendere poi ad altri tifosi argentini (si parla di parecchi ticket in mano alla frangia de La 12 di Rafa di Zeo). Ma voci insistenti danno anche una buona percentuale di biglietti in mano alla barra dell’ Independiente (sembra almeno 150 rojos in partenza), voce in parte confermata dal braccio destro di Bebote Alvarez, Richard Pavón.
L’avvocato ha poi concluso comunicando che 50 appartenenti alle tifoserie presenti alla conferenza stampa, viaggeranno in Brasile, senza biglietto (…) e in modo “non organizzato”. Quest’ultima cosa sarà tutta da verificare.

Tutto questo che significa? Che innanzitutto non crediamo affatto che i barras in questione non abbiano biglietti gratis in mano (Independiente e Boca su tutti). Che probabilmente non ci sarà tutta l’organizzazione che era stata messa a punto prima del mondiale, con l’accoglienza della torcida dell’ Independiente di Porto Alegre, che aveva messo a disposizione pullman e alloggi alle Hua, e che quindi i gruppi viaggeranno in modo separato. E significa anche che venendo a mancare una “guida” potrebbero scoppiare dei casini senza doversi preoccupare di portare in alto il nome delle HUA.
Vi ricordiamo che argentini ed inglesi giocheranno nella stessa città. E che le Falkland gridano ancora vendetta.